Stallo determinato da riferiti diktat della Difesa: pronti alla mobilitazione anche per separare comparti Sicurezza e Difesa

riordino luci ombre x

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Svariate questioni risultano ancora lontane dal giungere a soluzione: questo è ciò che emerge dall’incontro “plenario” odierno, presieduto dal Vice Capo della Polizia – Vice Direttore generale della pubblica sicurezza preposto all’attività di coordinamento delle Forze di polizia, prefetto Alessandra Guidi, coadiuvata tra gli altri dal Direttore dell’Ufficio per la pianificazione ed il coordinamento delle Forze di polizia, prefetto Maria Teresa Sempreviva, dal Coordinatore della Struttura di missione per l’ordinamento della Polizia di Stato, dirigente generale di p.s. Maurizio Ianniccari e dal Direttore dell’Ufficio per le relazioni sindacali, vice prefetto Maria De Bartolomeis.

Abbiamo quindi chiesto di ricevere il testo dell’articolato della bozza di decreto legislativo che verrà sottoposta all’attenzione del nuovo Governo e che sia affiancato da una enunciazione puntuale dei costi – complessivi e per ogni annualità – di ciascuno degli interventi che vengono e che verranno ipotizzati, ponendo come condizione pregiudiziale la soddisfazione di tutte le esigenze primarie che questi correttivi sono chiamati ad affrontare, abbattendo ad ogni costo tutti gli ostacoli che, ci viene riferito, vengono frapposti dalla Difesa per la soddisfazione di esigenze specifiche che nulla hanno a che vedere con le attività di polizia, che riguardano la maggioranza del Comparto.

Una volta ricevuto il materiale richiesto sarà possibile avviare a ritmo serrato i lavori del Tavolo tecnico, la cui prima riunione è stata già fissata per martedì, 10 settembre prossimo, fermo restando che, nel caso non risultasse possibile superare in maniera celere gli inaccettabili diktatche giungono all’Amministrazione della pubblica sicurezza da Palazzo Baracchini, sarà meglio allungare di qualche mese il termine per l’emanazione dei correttivi, anche per l’eventuale reperimento di ulteriori risorse – se il nuovo Ministro dell’interno sarà in grado di garantire che quelle esistenti non andranno perdute – per evitare che vadano deluse molte legittime aspettative.

Si tratta infatti di un intervento di natura ordinamentale, che quindi non si può certo risolvere nell’elargizione di mancette temporanee ad alcuni, perché agli appartenenti al ruolo assistenti-agenti vanno garantite maggiori e concrete possibilità di accedere al ruolo superiore, sia ad anzianità che tramite concorsi per esami, mentre è sicuramente positivo voler abbreviare i tempi di percorrenza nell’ambito dei ruoli, ma servono interventi efficaci, che vadano ad incidere sulle sofferenze determinate dalle sperequazioni nell’ambito del ruolo degli ispettori per l’avanzamento dei corsi 7°, 8°, 9°, 10° ed 11°: ogni promozione deve avere effetti economici reali e non fittizi.

Restano altresì aperte – tra le molte altre le questioni – quelle legate allo scorrimento della graduatoria del concorso a 501 vice ispettori, della salvaguardia della sede dei frequentatori interni del 10° corso ispettori, degli ex ispettori capo promossi ispettori superiori senza vedersi riconoscere l’anzianità pregressa e degli ispettori superiori “raggiunti”, non più apicali e senza possibilità di giungere alla nuova qualifica apicale, della progressioneinternaai ruoli tecnici e dei funzionari RE, per i quali NON rivendichiamo certo il cambio del nome, bensì la soppressione del ruolo con la confluenza in quello normale con la qualifica di commissario capo al termine del periodo formativo.

Su tutte le problematiche elencate l’Amministrazione si è detta disponibile a valutare congiuntamente le soluzioni da noi proposte, ma andrà superato lo stallo connesso alle intollerabili imposizioni delle FFAA, contro le quali siamo pronti a dare battaglia in tutte le sedi, anche a costo di mobilitarci per rivendicare con forza – una volta per tutte – la separazione del Comparto Sicurezza – maggioritario perché comprende Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia penitenziaria (oltre 300.000 unità), da quello Difesa – minoritario perché comprendente solo Esercito, Marina-Capitanerie di porto ed Aeronautica (circa 140.000 unità).

Roma, 3 settembre 2019

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